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Cura di disturbi senili

prevenzione demenza senile

La prima visita geriatrica consiste nella raccolta della storia anamnestica dell’anziano, con l’obiettivo di riassumere le patologie principali e secondarie, evidenziando anche eventuali problematiche di tipo socio-economico e di gestione, in particolare quando il soggetto viene assistito al proprio domicilio; nell’esame obiettivo viene inoltre valutata la terapia presente, che potrà essere in parte modificata, al fine di ridurre, in primis, la poli-farmacoterapia e, successivamente, per controllare l’eventuale presenza di sintomatologia psichiatrica ed algica; si valuteranno principalmente il compenso di circolo, il compenso glico-metabolico, l’idratazione e lo stato nutrizionale, nonché il buon funzionamento delle funzioni intestinali, urinarie, etc… tutto ciò al fine di ottimizzare i trattamenti farmacologici e migliorare l’aderenza del paziente all’assunzione della terapia. Se necessario, vengono anche richiesti approfondimenti diagnostici (ematologici e/o strumentali). Alle visite successive (controlli) si rivaluta il paziente con gli esami ed i monitoraggi pressori, glicemici, ponderali, effettuati in base alle prescrizioni alla visita iniziale; inoltre, si considera il raggiungimento o meno del beneficio terapeutico ed eventuali intolleranze ai farmaci prescritti.

Esecuzione VMD

La valutazione multidimensionale avviene attraverso i test geriatrici psico-cognitivi e motorio-funzionali, compresa la valutazione del grado di autosufficienza (autonomie del paziente e tempistiche assistenziali): MMSE, SPMSQ, CDT, GDS, NPI, TINETTI, BARTHEL, ADL, IADL, AGED.

Relazione Geriatrica Multidimensionale

È la relazione finale riassuntiva, comprendente risultati della visita geriatrica e della VMD, utile ai fini della domanda di invalidità civile, assegno di accompagnamento, L.104.

Il Deterioramento Cognitivo

Per quanto concerne questo aspetto della geriatria, si individuano gli anziani che necessitano una valutazione diagnostica approfondita presso i centri UVA (Unità Valutativa Alzheimer), i quali avvieranno i trattamenti specifici, gratuiti, a carico del SSN, dopo adeguata valutazione del soggetto, completa di esami ematologici e TC cerebrale. In seguito si effettua il monitoraggio della risposta alla terapia per le demenze, in collaborazione con i centri UVA, dopo l’avvio di terapie specifiche per il decadimento cognitivo.

Successivamente si avvia una terapia psico-farmacologica per disturbi emotivo-comportamentali associati al deterioramento cognitivo (BPSD: “Behavioural and psychological symptoms of dementia”), sintomi invalidanti e disturbanti il malato, nonché responsabili del maggior accumulo di stress nel personale che presta assistenza al paziente (caregivers), affetto da decadimento cognitivo o da patologia psichiatrica. Tali sintomi, che spesso addirittura precedono l'insorgere della demenza, possono condurre facilmente al rifiuto di assistenza all’igiene, alla vestizione e talora al rifiuto ad alimentarsi, e pertanto all'ingestibilità dell'anziano da parte dei caregivers (sia familiari e sia personale badante), con conseguente ricorso anticipato all’istituzionalizzazione.

Il controllo di tale corteo sintomatico, al contrario, consente di rendere più accettabile la convivenza con il malato ed il suo accudimento, e certamente il ritorno ad un proprio stato di equilibrio emotivo-comportamentale e discreto benessere, tali da migliorarne la qualità di vita e favorire la permanenza dello stesso in famiglia.

Tali sintomi comprendono principalmente: ansia, agitazione, aggressività, insonnia, inversione del ritmo sonno-veglia, allucinazioni, depressione, apatia.

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